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| > Editoriale di questo numero |
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MA CHE COMBINA CARLETTO?
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Non bisogna essere politologi per capire che il voto per le politiche è cosa ben diversa da quello per le amministrative, soprattutto in considerazione degli attuali sistemi di votazione. Anche i bambini sanno che lo stupefacente risultato del PDL poggia dovunque sul solido trend del Cavaliere, oltre che su altre componenti quali la reazione ai malesseri dell’asse Prodi-Veltroni, ecc.. E’ lapalissiano che, a livello locale, il lavoro dei circoli contribuisce a determinare un risultato, nel bene o nel male, solo in maniera relativa e ben diversa da quanto accade nelle amministrative, tra l’altro con un sistema elettorale diverso. Ciò premesso, in generale, è inutile illudersi o rivendicare meriti dove non sussistono: le clamorose percentuali roboanti del PDL a Trani, nel segno di una tradizione, seguono l’andamento nazionale, corroborate da un’ineludibile e ultradecennale fidelizzazione dell’elettore tranese al Silvio nazionale e, se vogliamo, al voto moderato e certamente anticomunista. Ma l’equazione che Trani sta al centrodestra come Bologna sta alla sinistra o Bergamo alla Lega, attualmente non si traduce in uno scenario idilliaco nel PDL tranese, caratterizzato da conflitti interiori. E in fondo è anche fisiologico, perché non è semplice a Trani come a Bolzano o Pantelleria, metabolizzare l’azzeramento di AN o di Forza Italia e fare tutti buon viso al cospetto dell’improvvisato se pur riuscito progetto di sintesi pidiellina. Pensate alla confusione tra i vari direttivi, coordinatori, militanti… Certo è che all’indomani del voto, lo scenario politico tranese, dove ormai sembrano agitarsi quasi solo protagonisti del centrodestra (il resto conferma il melanconico processo di graduale estinzione), ne ha proposto delle belle. Che Laurora l’abbia combinata grossa è un fatto oggettivo; la sua retromarcia nel day after ha completato l’opera: un harakiri senza precedenti che sembra mandare all’aria la semina di circa tre lustri colorati d’azzurro, proprio ora che l’azzurro stravince su tutte le ruote. Ora il consigliere regionale nostrano, nell’escogitare qualcosa, dovrà farsene una ragione. Da che parte andare, una volta per tutte? La Carlucci, rediviva, ha provato a suo modo, ad indicargli una via, naturalmente opposta a quella che porta dritto ai quartieri nobili, laddove l’ex vedette di “Buona Domenica”, sembra finalmente capace di ritagliarsi un angolo di paradiso. Può essere che S. Nicolino, notoriamente amante dei forestieri, abbia già benedetto il futuro Sottosegretario alla Cultura. E chissà se Gabriellona si ricorderà della “sua” Trani con immutato affetto...
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A cura di Alfredo Nolasco
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